6/7 MARZO 2026 DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 14.00

RIGORE E LIBERTÁ

 “Qual era il nostro segreto? Semplice: durante la settimana ci divertivamo e in partita ci allenavamo”. (Wesley Sneijder, ex giocatore di calcio, in risposta alla domanda di un giornalista sui metodi di Josè Mourinho)

Confesso che questa frase mi ha sempre colpito in modo particolare. D’altronde un attore o un’attrice che durante uno spettacolo si sforzino di essere interessanti ed emotivamente convincenti è quasi sempre molto meno efficace di un attore o di un’attrice che in scena si sforzino “semplicemente” di realizzare una serie di compiti e di obiettivi.

All’elaborazione della metodologia di José Mourinho (uno dei più importanti e innovativi allenatori di calcio) – che ormai molti anni fa ebbi modo e desiderio di approfondire – deve molto la mia metodologia di training.

A un attore/attrice in scena è solitamente richiesta una presenza corporea capace di percepire e controllare una svariata quantità di stimoli tra loro differenti. Fattori fisici, tecnici, cognitivi ed emozionali agiscono sia in sinergia che in opposizione fra di loro. 

In questa direzione, l’allenamento più efficace è proprio quello di integrare l’esercizio motorio con l’esercizio dell’immaginario educandosi fin da subito a percepire la creatività dei propri muscoli. Stimolare e rafforzare la capacità di gestire più compiti simultaneamente e al tempo stesso abituare il proprio corpo ad attraversare organicamente un processo di lavoro sforzandosi di pensare ad un obiettivo prima ancora che ad un risultato creativo dovrebbe essere il focus nel training di ogni attore. Anche il più semplice esercizio di coordinazione può diventare scenicamente interessante se abbinato ad uno stimolo sensoriale. Solo lavorando in questa direzione è possibile fare esperienza di come l’atto di creazione abbia bisogno di regole e confini precisi per potersi esprimere in modo potente. Nella “partita” scenica non esiste un risultato, esiste un processo di lavoro: non perdersi nemmeno un minuto di questo processo è il massimo del risultato. Per creare un attore o un’attrice hanno bisogno di essere autonomi e per essere autonomi hanno bisogno di sapersi dare dei compiti o, ancora meglio, di sapersi costruire degli obiettivi e avere il massimo desiderio di realizzarli. La trasmissione dell’importanza e del fascino di trasformare un desiderio in un impulso fisico e allo stesso tempo di saper reagire alle innumerevoli forze che si oppongono al medesimo impulso è uno degli aspetti centrali del training che da anni strutturo con la mia compagnia e con il mio lavoro pedagogico. 

Mi piace pensare che una musica silenziosa dovrebbe essere visibile nel corpo di un attore/attrice che sta lavorando usando tutto il proprio corpo e mi piace pensare agli attori e alle attrici come a degli atleti: entrambi hanno la necessità di coinvolgere tutto il proprio corpo nell’esecuzione di un’azione che, sebbene in misura diversa, è sempre destinata a ripetersi.

Le due giornate di workshop nascono da queste riflessioni e saranno fondate sul principio scenico di base per il quale ogni esercizio è un’azione. Attraverso la ripetizione – in diverse modalità – di una serie di esercizi, gli attori e le attrici si alleneranno a relazionare il proprio immaginario ad obbiettivi di volta in volta diversi esplorando una modalità di costruzione della presenza scenica fondata sull’organicità del movimento in reazione e in relazione agli stimoli.

Come disse anni fa un celebre maestro: in teatro due più due non fa mai quattro, ma un po’ di più o un po’ di meno. Non credo che esista uno strumento migliore del training per viaggiare nei dintorni di questa somma inesatta.

PROGRAMMA:

6 MARZO 2026:

–       Risveglio muscolare-affettivo attraverso esercizi di rilassamento finalizzati alla ricerca di una postura neutra e attiva.

–       Esercizi di dissociazione

–       Andature in uno spazio delimitato con richiesta di reattività ad una serie di stimoli motori e sensoriali.

7 MARZO 2026:

–       Esercizi di mobilità alla colonna ed esercizi propriocettivi di equilibrio attraverso asana tratte dallo yoga.

–       Lavoro collettivo attraverso passaggio di oggetti in cerchio con stimoli motori, attentivi e sensoriali finalizzati a stimolare l’immaginario.

–       Esplorazione individuale e collettiva di un ritmo dato dall’esterno attraverso stimoli motori, sensoriali e richieste di reazione e relazione ad una serie di disturbi esterni.

INFO E PRENOTAZIONI: 

Per info e prenotazioni scrivere a promozione@stapbrancaccio.com oppure 06.87671757/ 340.6716474

COSTI:

Euro 50,00 per gli iscritti Stap Studio

Euro 100,00 per gli esterni

Andrea Trapani, attore, autore e regista si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sul ruolo dell’attore nel cinema di Pier Paolo Pasolini. Ha fondato nel 2005, insieme a Francesca Macrì, la compagnia Biancofango distinguendosi subito nel panorama nazionale per la costruzione e l’esplorazione di nuovi linguaggi scenici, per la nuova drammaturgia e le riscritture di classici.

La Trilogia dell’Inettitudine (Fragile show, La Spallata, In punta di piedi), pubblicata nel 2011 con la casa editrice Titivillus sono i primi spettacoli di grande visibilità nazionale. Vengono ospitati nei più importanti festival e nel 2009 godono di una tournèe internazionale (Argentina, Cile, Uruguay, Spagna, Austria). Seguono Porco mondo, candidato a più premi, e una serie di partecipazioni e collaborazioni con i più importanti festival e teatri nazionali. Tra questi: Io non ho mani che mi accarezzino il viso (Romaeuropa Festival, Teatro dell’Elfo), Hamlet (Romaeuropa Festival, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Festival di Teatro Classico di Almagro), About Lolita (Biennale di Venezia, Teatro Metastasio), Io e Baudelaire_Who wants to live forever? (Teatro di Roma – Teatro Nazionale). Nell’estate del 2024 debutterà al Festival OperaEstate il nuovo lavoro: Never Young_una docu-performance | Dov’è Lolit* oggi?.

Molteplici anche i progetti speciali realizzati nei principali teatri italiani con l’obiettivo pedagogico e artistico di costruire compagnie anomale (di professionisti e non) in grado di parlare del tempo presente attraverso riscritture di classici. Tra tutti: Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei Padri che ha attraversato l’Italia dei Teatri Stabili facendosi trait-d’union tra teatro e territorio, arrivando a coinvolgere numeri molto alti di persone (Teatro Stabile di Catania, Teatro di Roma, Sardegna Teatro, Teatro Bellini etc. etc.). Da svariati anni all’attività artistica affianca un’intensa attività pedagogica. Collabora in Italia con molteplici accademie professionali di teatro, insegnando recitazione e training (sia individualmente che con la sua compagnia). Nel corso degli anni si è specializzato nella relazione tra teatro e sport e su questo tema, ancora così poco esplorato, conduce da quasi un decennio laboratori specifici in tutta Europa.