Lo scopo dell’Accademia è formare attrici e attori che siano in grado sia di dare corpo alle proprie visioni che di far par parte di visioni altrui.
A fianco di insegnamenti più eminentemente tecnici, uso della voce, dizione, controllo e uso del corpo, vengono condivise con l’allievo esperienze drammaturgiche e registiche.
Siamo convinti che soltanto attraverso l’esperienza personale della scrittura si può comprendere l’importanza della struttura narrativa e di ogni parola degli autori che si interpreteranno; soltanto avendo esperienza di dirigere i propri colleghi si riuscirà a comprendere il senso reale della regia e si potrà essere strumenti flessibili e nello stesso tempo creativi; tutto questo va a confluire nelle lezioni di recitazione propriamente dette, in cui si apprendono altre tecniche per utilizzare tutti gli strumenti teorici e pratici di cui ci si è impossessati.
Per questo, nei tre anni viene prodotto un continuo confronto col pubblico di quello che gli allievi sono in grado di mettere in scena.

Programma del 1˚ Anno di corso

Durante il primo anno si creano le fondamenta dell’artista futuro:
percezione del corpo e del movimento scenico, a loro volta divisi in due fasi, basate su semplici partiture singole e di coppia o di gruppo e training di preparazione al lavoro e ricerca della fluidità del corpo, prendendo coscienza e rilassando le proprie zone erronee o sottoposte a blocchi involontari; nozioni di base di regia e messa in scena, tramite piccole drammaturgie che vengono rappresentate dagli stessi allievi in classi aperte ai docenti e agli altri allievi di tutti e tre gli anni; dizione e uso della voce non come strumento separato ma perfettamente inserito nella natura dell’allievo; lezioni di drammaturgia in cui si fa scaturire la capacità immaginifico verbale dell’allievo e lo si sospinge ad alimentarsi attraverso delle ricerche documentali per gli scopi che egli si prefigge; le lezioni di recitazione si baseranno sulla dizione espressiva dei versi, sull’uso di improvvisazioni creative per l’utilizzo del proprio stato, pensiero ed emozioni da utilizzare per lo studio di un personaggio. Al compimento del primo anno viene messa in scena una prova aperta di una scelta delle microdrammaturgie scritte e interpretate dagli allievi e di altri testi su cui si è lavorato durante il corso, in due serate.

Programma del 2˚ Anno di corso

Nel secondo anno si approfondiscono e si strutturano con maggiore impegno e chiarezza da parte degli allievi gli strumenti a loro forniti durante la prima annualità: la loro capacità ideativa viene ancor più stimolata e di pari passo si fanno più complessi i contenuti con cui vengono messi a confronto per sfociare nello spettacolo del secondo anno, con due repliche, completamente scritto dagli allievi con l’apporto dei docenti di drammaturgia e per la regia del direttore artistico dell’Accademia.

Programma del 3˚ Anno di corso

Il terzo anno, di stampo prettamente laboratoriale, si mettono in scena quattro riscritture di classici teatrali, adattati e ripensati dagli allievi, interpretati da loro stessi, a cura di coppie d’insegnanti o da registi o drammaturghi ospiti che li provocano e sostengono. I quattro spettacoli compongono una rassegna annuale dal titolo “Classici del secolo futuro” inserita nella stagione ufficiale del Teatro Diamante di Roma.

Materie

Recitazione: Lorenzo Gioielli, Marco Cavalcoli, Giampiero Rappa, Valerio Malorni
Regia: Lorenzo Gioielli, Virginia Franchi
Drammaturgia: Lorenzo Gioielli, Daniele Prato
Movimento scenico: Alberto Bellandi
Stand-up comedy: Daniele Gattano
Dizione e uso della voce: Annalisa Canfora
Storia del teatro: Francesco Sala
Danza:  Rozenn Corbel
Canto: Dino Scuderi